Il corpo e le emozioni

contatto5La verità è nei recessi del corpo

Le ricerche di psiconeuroendocrinoimmunologia, sviluppatesi in questi ultimi trent’anni, mettono in evidenza la reciproca interazione di vissuti psichici, funzionamento del sistema nervoso, azione del sistema endocrino e del sistema immunitario.Una relazione sana con il proprio corpo e il rispetto per il suo funzionamento sono indispensabili per qualsiasi tipo di integrazione personale perchè tutto cio di cui facciamo esperienza, tutto ciò che pensiamo ha un impatto sul corpo.
Il corpo racconta del nostro stare nel mondo.
La “realtà”, cioè l’esperienza di ciò che viviamo passa attraverso i sensi, la pelle, i muscoli e, infine le nostre cellule.
Pensieri, emozioni, impulsi istintivi sono in stretta connessione con le cellule del nostro corpo che registrano ed elaborano continuamente una quantità incredibile di stimoli.

Questo vuol dire che a seconda di come ci sentiamo, il nostro stato energetico-fisiologico-biochimico si modifica. In altre parole se siamo depressi, spaventati o ci sentiamo impotenti,  produrremo risposte biochimiche che indeboliscono la risposta immunitaria.
Quando invece ci sentiamo soddisfatti, rilassati e appagati o…innamorati… il nostro cervello produce sostanze che facilitano l’adattabilità allo stress.
Considerare il corpo la sede di eventi psicologici inconsci significa dire, con le parole dello scrittore Peter Altenberg che  “la malattia è il grido dell’anima offesa”.
Si tratta quindi di ascoltare il corpo e scoprire cosa abbia offeso l’anima.

Il linguaggio del corpo è la lingua più parlata del mondo, un linguaggio universale che tutti gli esseri umani  condividono, anche se non ne sono sempre consapevoli e a volte non la capiscono più.

Secondo la prospettiva gestaltica, noi esistiamo, amiamo, interagiamo, ci sviluppiamo e possiamo soddisfare i nostri bisogni solo attraverso l’esperienza corporea. Ma quando rendiamo la nostra esperienza corporea impersonale, quando cioè perdiamo il contatto con la nostra identità corporea tutta la nostra qualità di vita  si deteriora fino a bloccarsi.

Privi di energia, senza contatto con le emozioni, senza soluzioni creative noi ci ammaliamo.
L’ottica olistica si esprime nell’idea per cui quando un organo si ammala sta segnalando un blocco che investe tutti i piani della coscienza, tutto il sistema, la persona intera.

Occorre primariamente, con l’aiuto di tutte quelle tecniche che condividono l’approccio olistico,   ri-connettersi con il proprio corpo,  riappropriarsi della consapevolezza delle proprie sensazioni, delle emozioni, degli impulsi che costituiscono l’espressione di quell’energia vitale pronta a liberarsi ed esprimersi.

Le tecniche diverse tecniche utilizzate dalla Naturopatia e La Cellular Memory Recovering (Memoria Cellulare) sono esempi di tali approcci olistici centrati sulla sapienza del corpo.

Per “guarire” occorre quindi restituire alla coscienza ciò che era stato stato escluso. E perchè ciò possa avvenire non possiamo considerare  solo l’organo o l’apparato che produce il sintomo  ma la persona, il soggetto che ne fa esperienza.

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